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cosa significa Windows su ARM

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al CES 2011 c’è stato l’annuncio… dopo anni quello che chiamavamo WinIntel cesserà di esistere (o almeno cesserà il suo carattere di esclusività). Finalmente Windows sarà compatibile con i processori ARM. Ed era ora, visto che altri sistemi operativi (linux) lo sono già da tempo. Ma quali implicazioni porta questa novità? Le conseguenze a questa scelta di Microsoft sono importanti, e sono a tutto vantaggio degli utenti.

Questa notizia porterà finalmente su ARM l’interesse dei produttori di notebook, netbook, tablet e chi più ne ha più ne metta. ARM porterà finalmente ai dispositivi portatili una autonomia che supererà di molto quelle raggiunte da Intel oggi.  Potremo scegliere se avere dispositivi di uno e dell’altro tipo e avremo portatili dotati di due processori: uno ARM e uno Intel.

Il primo utilizzato in situazioni di risparmio energetico (navigazione, mail, social network) e il secondo quando abbiamo bisogno di potenze maggiori. Speriamo solo che per arrivare a questo punto non siano necessari anni…

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Written by Michele Paolino

19/01/2011 a 09:10

Pubblicato su GNU/linux, windows

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3 Risposte

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  1. Certo però la transizione di Windows ad Arm non sarà tanto rapida; a parte il “core” che di suo potrebbe anche essere quasi pronto, come la mettiamo con driver (soprattutto delle periferiche vecchie o semplicemente attuali) e software?
    Se ci si pensa questi due sono gli unici veri vantaggi che windows ha rispetto a Mac Os e Linux…

    Riccardo

    19/01/2011 at 10:09

    • bhè Microsoft ha il potere di far sviluppare ai produttori di hardware driver per periferiche per architettura ARM…in ogni caso qualcosa già c’è! di sicuro però ci vorrà del tempo…

      neonum6

      19/01/2011 at 19:50

      • Sì penso anch’io che inizialmente sarà solo per oggetti tipo tablet, poi mercato OEM poi dopo qualche anno si vedrà anche per uso generale.
        Certo che se questo portasse un po’ di sana competizione nel campo dei processori ad uso domestico sarebbe una buona cosa per tutti alla fine

        Riccardo

        19/01/2011 at 21:43


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